Aprile 2026 – Proposte di lettura

Le proposte di lettura di BM per aprile 2026 partono da una domanda sulla costruzione dei canoni della storia e della storiografia.

Parliamo poi di spazi e della loro misurazione, con i confini e gli spazi politici di Milano e Venezia nel tardo medioevo e con la storia dei tentativi di determinare la longitudine in mare nel XVIII secolo a partire da quanto pubblicato sulla stampa contemporanea. A comprendere la storia del Medio Oriente, ci aiuta un volume sul Golfo Persico, crocevia globale di merci e culture fin dagli inizi della storia.

 

Le presentazioni, quando non indicato diversamente, sono tratte – e tradotte – dal sito dell’editore (link sul titolo del volume). Come sempre, aspettiamo le vostre proposte e osservazioni, che potrete inviare a rosalba.mengoni@cnr.it, oppure contattandoci sulla pagina Fb: isem cnr.

 

Jaume AurellWhat is a Classic in History? The making of a Historical Canon, Cambridge University Press, 2024. 354 pp. ISBN: 978-1009469951

  

  

Anteprima, indici e introduzione su AmazonRecensioni OA: Jorge Elices Ocón su Hispania. Revista Española de Historia, Vol. 84, n. 278/2024; Manel García-Sánchez su Memoria y Civilización, Vol. 27, n. 2/2024.

Cosa è un classico nella scrittura storica? Come possiamo spiegare l’interesse continuativo in alcuni testi storici, anche quando i loro resoconti e le loro interpretazioni di periodi particolari sono stati sostituiti o rivisti dalle nuove generazioni di storici? In che modo questi testi contribuiscono a mantenere il canone storiografico? Lo studio innovativo di Jaume Aurell spazia dagli scritti eroici degli antichi storici greci come Erodoto alle microstorie del XX secolo di Carlo Ginzburg, analizzando il modo in cui alcuni testi siano riusciti a resistere alla prova del tempo, a guadagnarsi lo status di classici storiografici e a catturare l’immaginazione dei lettori di tutte le generazioni. Indagando i processi di permanenza e cambiamento sia nella storiografia che nella storia, Aurell va oltre attraverso l’esame della creazione di generi e canoni storici. Prendendo spunto da metodologie quali la sociologia, la critica letteraria, la teologia e gli studi postcoloniali, il volume incoraggia i lettori a rivalutare le loro idee sulla storia e sulla storiografia, attraverso: l’esplorazione dell’importanza duratura di alcuni testi storici e di come essi sono stati tramandati alle generazioni successive; l’interrogazione della nozione di canone storiografico e la sua formazione; l’uso di un’ampia e innovativa metodologia, con un approccio multidisciplinare che utilizza fonti dall’antica Grecia al XX secolo.

 

Luca Zenobi: Borders and the Politics of Space in Late Medieval Italy: Milan, Venice, and their Territories, Oxford University Press, 2023. 282 pp. ISBN: 978-0198876885

Indice sul sito dell’editore, anteprima su Amazon. Una recensione OA di Carlo L. Severgnini su Storicamente, Vol. 20/2024; presentazione del volume di Lucia Demichelis su Parlare di Storia, Cronache, 7 giugno 2024.

Sull’espansione veneta, un articolo dello stesso autore: Venice’s Terraferma Expansion and the Negotiation of Territories in Late Medieval Italy su Ateneo Veneto, Anno CCVI, terza serie, 18/II (2019).

Lo spazio è importante. Delinea la nostra storia, struttura la nostra vita quotidiana e spesso determina cosa possiamo e non possiamo fare. In questa realtà i confini sono centrali: strumenti e simboli di separazione, potere e identità, uniscono le persone tanto quanto le distinguono. Questo libro esplora il modo in cui i confini venivano concepiti, creati e affrontati alla fine del Medioevo e cosa possono oggi dirci sul tessuto spaziale della società alle soglie della modernità. I confini premoderni non erano infatti le linee sfocate che vengono solitamente rappresentate, la loro definizione era raramente un processo dall’alto verso il basso e dovrebbe essere studiata come un’impresa interattiva, spazi modellati dalle comunità molto più che dagli stati. Oltre ad essere il resoconto di una frontiera che avrebbe segnato la penisola italiana per secoli, quella tra i territori del Ducato di Milano e della Repubblica di Venezia, Borders and the Politics of Space in Late Medieval Italy è anche uno studio su come governanti e sudditi definivano gli spazi che potevano chiamare propri. Luca Zenobi combina metodi provenienti da diverse discipline e li applica a una serie di fonti provenienti da venti diverse biblioteche e archivi, tra cui trattati teorici e registri pragmatici, cronache scritte e visualizzazioni cartografiche, documenti privati ​​e corrispondenza ufficiale. Il cast dei personaggi è altrettanto eclettico, con pensatori influenti e statisti pragmatici, fazioni zelanti e burocrati impacciati, mendicanti senza speranza e principi ambiziosi. Al confine, le loro storie si intersecano e rivelano il loro ruolo in una storia condivisa.

 

Katy Barrett: Looking for Longitude: A Cultural History, Liverpool University Press, 2022. Pp. xviii, 294. ISBN (cloth) 978-1802070538

Indice sulla pagina web dell’editore. Una recensione OA di Jeff Wigelsworth sul Journal of British Studies, Vol. 63, n. 3/2024; una doppia recensione, insieme al volume di Dava Sobel (1995) sul blog The Reinassance Mathematicus, 20 settembre 2023.

Sull’argomento, un’intervista all’autrice “Katy Barrett: it’s not longitude that matters, it’s what you do with it that counts” sul canale Youtube CRASSH Cambridge.

Perché giocare su un problema scientifico così complesso e di nicchia? è la domanda al centro di questo libro, che riporta alla luce la ricca e sorprendente storia dei tentativi di determinare la longitudine in mare nel XVIII secolo. Non una semplice storia sull’acqua, questa è la storia della longitudine su carta, delle discussioni, delle satire, dei diagrammi, delle incisioni, dei romanzi, delle opere teatrali, delle poesie e delle ansie sociali che hanno plasmato il modo in cui le persone concepivano la longitudine nella Londra di William Hogarth. Partendo da una figura presente in una delle stampe di Hogarth, un pazzo incarcerato nel manicomio di A Rake’s Progress nel 1735, vengono analizzate le preoccupazioni visive, mentali e sociali che si intrecciavano attorno alla preoccupazione nazionale di trovare una soluzione alla longitudine. Per quale motivo la longitudine compare nei romanzi, nei racconti osceni, nelle critiche politiche, nei casi di copyright, nei trattati religiosi e nei dizionari tanto quanto nei documenti governativi? Il volume getta nuova luce sul primo ente scientifico a finanziamento governativo, il Board of Longitude, istituito per amministrare ingenti ricompense in denaro per chiunque avesse trovato un modo per misurare con precisione la longitudine in mare. L’incontro con i personaggi coinvolti nella ricerca della longitudine, da famosi romanzieri e artisti a inventori e autori di opuscoli quasi sconosciuti, permette di scoprire come le loro interazioni hanno influenzato il destino del più famoso ricercatore della longitudine, l’orologiaio John Harrison. (Dal sito dell’editore)

 

Allen James Fromherz: The Center of the World: A Global History of the Persian Gulf from the Stone Age to the Present, California University Press, 2024, pp. 360. ISBN: 9780520398559

Indice, anteprima e anteprima audiolibro su AmazonRecensioni OA: Peter Gordon sul blog Asian Review of Books, 30 agosto 2024; Sean Foley su American Historical Review, vol. 130, n. 4/2025, link bibliobroxy; Guillemette Crouzet sul Journal of Colonialism and Colonial History, Vol. 26, n. 1/2025. Una presentazione dell’autore sul canale youtube Mossavar-Rahmani Center Princeton University.

Questa storia travolgente riorienta la nostra comprensione del Medio Oriente, collocando il Golfo al centro del commercio globalizzato e degli incontri interculturali. La storia del mondo ha avuto inizio nel Golfo Persico. Le antiche città portuali che ne punteggiavano le coste hanno creato il primo litorale globale, un luogo da cui fedi e culture provenienti da tutto il mondo hanno salpato e si sono incontrate. Più che una storia, The Certer of the World mostra come le contraddizioni che definiscono la nostra epoca moderna siano sempre state presenti. Per oltre quattromila anni, il Golfo – a volte chiamato Persico, a volte Arabico – è stato un crocevia globale, sfuggendo al controllo dei più grandi imperi del mondo. Nella sua storia, assistiamo a un mondo di rapidi cambiamenti, centri commerciali fluttuanti, dipendenza da mercati globali incerti e intensi incontri interculturali che rispecchiano il mondo contemporaneo. Dedicando ogni capitolo ad un porto diverso del Golfo, il volume mostra l’adattamento ai grandi cambiamenti della storia mondiale da parte delle popolazioni del Golfo, attraverso la creazione di un sistema di libero scambio, dominio mercantile e commercio che continua a caratterizzare la regione ancora oggi. (Dal sito dell’editore)

BM 2026-04

A cura di Rosalba Mengoni

 

Articolo pubblicato il 15 Aprile 2026

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