Si è svolto a Roma il Convegno internazionale di studi “Comuniste 1921″

Lunedì 20 e martedì 21 maggio si è svolto a Roma il Convegno internazionale di studi “Comuniste 1921. Donne politica e clandestinità tra le due guerre” organizzato dall’Isem-Cnr con il contributo della Struttura di missione anniversari nazionali ed eventi sportivi nazionali e internazionali – Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’incontro si è svolto in presenza, ed ha visto la partecipazione di relatrici e relatori di provenienza italiana ed europea. I lavori si sono aperti nella sala Simonetta Tosi, presso la Casa internazionale delle donne. Dopo l’introduzione di Gaetano Sabatini, direttore dell’Isem, Patrizia Gabrielli, pioniera degli studi di genere sull’età contemporanea, nel suo intervento Comuniste della prim’ora tra rivoluzione ed emancipazione: linee e sviluppi della ricerca ha svolto un excursus sulla storia degli studi della partecipazione politica femminile durante gli anni Venti e Trenta del Novecento. Gabrielli ha poi portato il pubblico lungo le linee di ricerca percorse e i nuovi sviluppi, mettendo in luce i vuoti rivelati delle ricerche e la lunga strada ancora da percorrere.

Laura BranciforteSulle orme femminili agli esordi del comunismo in Spagna (1921-1931) – ha ripercorso la storia del movimento delle donne comuniste in Spagna, dalla poca tolleranza da parte della monarchia, al contrario di quanto accadeva per le associazioni di donne cattoliche, fino alla messa al bando e alla clandestinità.

Nella relazione Sulla nascita del movimento comunista in Albania: le prime militanti, tra realtà e propaganda, Ardita Repishti ha offerto un quadro di come alle donne, nonostante la loro partecipazione alla costruzione dello stato comunista, non sia stato dato alcun riconoscimento e siano state messe in secondo piano e a volte, oggetto di vere e proprie persecuzioni per la loro richiesta di parità con i loro compagni.

Anna Badino e Domenica La Banca hanno poi presentato il progetto Comuniste della prima ora: nomi, voci, reti e contesti per un portale biografico delle donne nel PCd’I (1919-1926), spiegando le motivazioni che hanno portato all’elaborazione dell’idea. Delle comuniste più famose sappiamo molto, ma le altre, quelle di cui non conosciamo il nome? Articolate e complesse ricerche negli archivi nazionali, locali, pubblici e privati hanno portato alla luce i nomi e le storie di oltre 300 donne, lasciate finora in ombra dalla storiografia. Questa ricerca sta confluendo in un portale in costruzione, dove insieme ai percorsi biografici troveranno spazio anche reti, collegamenti e nuove domande di ricerca. Al lavoro di redazione delle biografie partecipano studentesse e studenti universitari e delle scuole superiori e numerosi studiosi di storia locale o nazionale.

Successivamente, grazie all’intervento La ricerca umanistica di fronte al digitale di Alice Grillo e Augusto Cherchi, è stato possibile scoprire in quale modo viene costruito il portale, e come le informazioni vengano immesse in forma granulare così da permettere i collegamenti sia tra i dati del portale stesso che con le fonti esterne.

La prima parte del convegno si è conclusa con l’intervento di Lorenzo Capelli che ha raccontato il suo lavoro di ricerca condotto per seguire la biografia di Giovanna Zanarini, comunista della prima ora di origini imolesi. Anche questa biografia troveremo insieme alle altre nel portale, quando questo sarà reso pubblico.

Martedì 21 maggio i lavori della giornata sono stati aperti da Maurizio Gentilini, ricercatore dell’Isem, in una delle sale dell’Istituto Nazionale di Studi Romani, dove è ospitata anche la sede romana dell’Isem.

Nel primo intervento, Operaie, maestre, corrispondenti, le prime comuniste lombarde tra scioperi e clandestinità, Fiorella Imprenti ci ha condotto tra gli archivi e le vite rintracciati nell’area lombarda, ad oggi solo parzialmente indagata, sebbene centrale nelle fasi di avvio e costruzione del PCd’I.

Lungo i confini si svolgono le storie delle comuniste nell’intervento Comuniste di confine. Percorsi politici tra Friuli e Venezia Giulia (1919-1930) presentato da Matteo Ermacora, dove abbiamo visto come le viaggiatrici provenienti dall’est abbaino portato con sé i propri ideali politici e fondato le prime sezioni comuniste femminili nel nord-est e di come, durante il ventennio, siano vissute in clandestinità, siano espatriate, o abbiano costituito delle reti di sostegno per la protezione e l’espatrio di compagne e compagni.

Non poteva mancare l’aspetto del confino, di cui ha parlato Antony Santilli con Antifasciste al confino. Circuiti di mobilità forzata, pratiche di resistenza e sociabilità. Il caso delle isole di confino: abitazioni, socialità, diversità di trattamento tra uomini e donne e tra detenute politiche e non, mettendo in luce la capacità di costruire relazioni tali da poter indire uno sciopero per la richiesta dei propri diritti.

Una parte del progetto riguarda il coinvolgimento di una scuola superiore: di questa esperienza ha parlato il docente Giorgio Stramboulis con Storia e fonti: il progetto “Comuniste della prima ora” nei licei. Il lavoro degli studenti e delle studentesse dell’IIS Rita Levi Montalcini di Argenta ha permesso di scoprire come il lavoro sulla storia sia in grado di coinvolgere i e le giovani ben al di là delle pagine del manuale, suscitando interrogativi da punti di vista nuovi, “domande nuove” anche per chi della storia ha fatto il suo mestiere.

Ha concluso i lavori Emanuela Fiorletta, che ha presentato il podcast in corso di realizzazione presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma. Nel corso dell’intervento Compagne. Un podcast dell’Archivio centrale dello Stato sulle comuniste in Italia dalle origini del partito alla Costituente si è evidenziato come spesso i progetti vengano in contatto tra di loro casualmente, sebbene stiano conducendo ricerche che hanno un soggetto o uno spirito comune.

A concludere i lavori Maurizio Gentilini e la professoressa Patrizia Gabrielli.

Leggi anche la presentazione del convegno