“Approdare in un orto sicuro”, Almanacco della Scienza Cnr, n. 16 di settembre.

È appena stata pubblicata sull’Almanacco della Scienza n. 16 del 1 settembre la recensione, a cura di Sandra Fiore addetto stampa CNR presso Consiglio Nazionale delle Ricerche, al volume L’orto alimento dell’anima e del corpo, a cura di Alessandra Cioppi e Maria Elena Seu (Pacini editore).

Amati fin dall’antichità da babilonesi, egiziani, romani, gli orti assumono funzioni diverse nel corso dei secoli: da quello signorile inserito nel castello a luogo di sostentamento per il contadino, a hortus conclusus, chiuso nel chiostro di edifici monastici, per arrivare al contemporaneo orto urbano. In particolare, questi spazi, nati entro le grandi città e sempre più diffusi, sono diventati un mezzo per favorire l’integrazione sociale e il benessere psicofisico di ogni fascia di età. Il volume “L’orto alimento dell’anima e del corpo” (Pacini editore) illustra i vari spetti del prendersi cura di questi fazzoletti di terra.

Tra le recenti tendenze sociali e culturali, fa sempre più proseliti la pratica di coltivare l’orto, che conquista varie fasce di età della popolazione. Dopo il lockdown da Covid-19, secondo Coldiretti, sono 1,2 milioni gli italiani che coltivano per passione, per avere prodotti  “colti e mangiati” e stare all’aria aperta. Mentre l’Istat registra, a proposito di ambiente in città, l’espansione degli orti urbani (+4%), che arrivano a sommare quasi 2 milioni di metri quadri di superficie in 77 capoluoghi (Orto urbano: il verde condiviso trova sempre più spazio in città, https://wisesociety.it/piaceri-e-societa/orti-urbani-cittadini). Coltivare un piccolo appezzamento di terreno è anche un modo per socializzare e condividere momenti di relax e per godere dei propri successi, frutto dell’impegno nello zappare con cura, seguendo le stagioni in città continua a leggere